L’acceleratore di Karma

Partiamo per Gokarna il 7 dicembre, fregandocene (solo in parte) del Karma che voleva farci fermare. Ma Questo non perdona e ci fa finire nel posto peggiore dello sleeper bus: esattamente in fondo, sopra la ruota posteriore. Abbiamo passato il viaggio a contare i migliaia di dossi disseminati sui 400km che ci separavano dall’arrivo! Dopo ore di craniate sul tettuccio del bus arriviamo alle 4(a.m) alla stazione di Gokarna, assonnati, un po’ lezzi,  stanchi e briachi dall’altalenante movimento. Qui facciamo amicizia, tra un chai e l’altro, con un gruppo di ragazzi che si dirigeva come noi a Om Beach: australiani, russi, olandesi e rumeni sono i nostri compagni di viaggio.  Prelevati da un secondo autobus, dopo un check della polizia locale che cercava narcotici, arriviamo tutti insieme su questa spiaggia verso le 5 (a.m) e, aspettando che qualcuno aprisse per cercare un posto dove dormire, decidiamo di accendere un fuoco in attesa dell’alba. Questa spiaggia ha questo nome non solo per la somiglianza al simbolo hindu, ma anche per l’incredibile energia che emana e ci accoglie con un fuoco quasi morente a non più di 10 metri da dove ci stavamo per accampare: questo è stato il nostro benvenuto!

Col sorgere del sole la giornata comincia e, incantati dallo spettacolo appena vissuto, ci incamminiamo lungo l’Om che questa spiaggia crea fino a trovare una sistemazione insieme ai nostri compagni di bus in una spartana guest house affacciata sul mare con camere economiche dove l’unico compromesso è la convivenza con quelle che loro definiscono zanzare – anche se a me personalmente sembrano più degli Apache armati fino ai denti!!!!-.  Qui conosciamo anche dei ragazzi italiani arrivati un paio di giorni prima di noi che animano le nostre serate intorno al fuoco scandendo il ritmo a colpi di jambè mentre si aprono gli scontri tra l’uomo e le zanzare-apache: poi non c’è da stupirsi se ci armiamo con i cannoni! Qui la nostra unica televisione è la legna che brucia e le persone che parlano e sinceramente non ci dispiace per niente.

Fatta visita alle stupende spiagge limitrofe, questi giorni li abbiamo passati contemplando i tramonti e camminando per la vivace e religiosissima Gokarna, dove i Bramini decidono sulla comunità. Qui incontriamo una coppia di Veneziani che rincontriamo anche nei giorni seguenti proprio davanti ad un negozio di un Bramino che vende articoli religiosi.  Ed è qui che capiamo un aspetto importante della religione Hindu: come i cristiani hanno il crocifisso come simbolo della loro religione, gli Hindu invece idolatrano lo “Yoni Lingam” una stilizzazione dell’atto sessuale vista come CREAZIONE DELLA VITA, dove lo Yoni sta per la vagina e il Lingam per il pene; sicuramente un aspetto più vivace e colorato rispetto al macabro simbolo della nostra “religione di bandiera”.

Spiegato tutto questo il nostro amico Veneziano ci invita ad acquistare un Lingam (che poi non è altro che un sasso a forma di uovo particolarmente allungato, colorato e vivace e plasmato cosi dalla forza dell’acqua di un fiume sacro di cui non ci ricordiamo il nome), ma noi da “proletari amanti dello sleeper bus” non abbiamo soldi per comprarlo, visto che il loro prezzo varia dalle 100 alle 10000 rupie in base alla grandezza. Lui, evidentemente spinto da un gesto affettuoso, decide di regalarcene uno: insomma, in India può capitare che un estraneo ti regali pure un bel cazzo in pietra. Aspetto curioso direi!

Con il nostro nuovo portafortun, il 12 dicembre, prendiamo il treno delle 16 per Mangalore, la stazione di scambio per il Kerala, nella classe più cheap per stare a contatto (FISICO) con gli indiani. Qui le carrozze, oltre le 250 persone l’una, comprendono anche dei posti a sedere ricavati dai portabagagli: passiamo chiaramente 5 ore stivati come sardine in una scatola. Arrivati a destinazione passiamo un’ora a infamare un indiano per cercare di capire dopo quanto tempo avremmo avuto la coincidenza: quando, secondo voi, il treno successivo? E’ proprio incredibile quest’India… il seguito nel prossimo post, perché al solo pensiero di quelle ore mi vengono i brividi!

TO BE CONTINUED…

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