Waiting Room

Bisogna partire dal presupposto che comunicare con gli indiani è un’impresa: un po’ perché noi ci mettiamo del nostro per mandarli in botta, un po’ perché loro non capiscono un cazzo.

Arriviamo alla stazione di Mangalore alle 21 con la speranza (dico solo SPERANZA) di poter trovare subito una coincidenza: dal centro informazioni ci mandano alla biglietteria e dalla biglietteria al centro informazioni per circa 70 volte. Dopo questa indianata riusciamo finalmente a fare un biglietto per il treno delle 4 e 50.

No problem! Si dorme in stazione.

Ale: “Io, che ringraziando il cielo sono una DONNA, m’infilo subito con gli zaini nella waiting room ONLY FOR LADIES e lascio Patrizio in balia dell’India. Ovviamente non avevo calcolato che mi avrebbero chiuso lì dentro con un mucchio d’indiane dalle gambe pelose che mi tiravano i calci nel sonno (ho avuto paura…i miei peli sono uno scherzo in confronto!).

Ogni tanto, dal vetro, vedevo passare Patrizio che, sconsolato, camminava avanti e indietro coprendosi con una sciarpina a mo’ di scialle della nonna.

Sono riuscita a liberarmi dalla vecchia che mi teneva in ostaggio solo alle 4 creando un diversivo: mentre questa dormiva ho aizzato tutte le donne che erano rimaste chiuse fuori, creando una rivoluzione in vero stile indiano e sono fuggita.

C’è da dire che alla vecchia che mi ha protetto da miliardi d’indiani ho voluto bene!“

Patrizio: “MA PER ME??? Qui ormai i giochi sono chiusi, l’Ale è dentro a dormire con le vecchie indiane e io sono in questa stazione che mi sfiammo di cicchini a guardare l’orologio! Dai soliti “omini del chai” me ne sono presi un paio per passare il tempo, ma vagando per i binari come un’anima in pena ho visto l’unica stanza d’attesa per uomini e la domanda è stata ovvia: tutti dormono in terra e nessuno dorme qui che è meno lezzo, ma PERCHE’? Fatto sta che io la notte in quella stanza ce la passai: dopo poco si presenta il tipo della biglietteria, amico di quello del centro d’informazioni (proprio uno di quei due che “ci vede chiaro”) e mi dice che bisogna pagare 10rs per ogni ora passata li dentro e, non so per quale assurdo motivo, mi capì quando gli dissi che non avevo il portafogli perché era nello zaino con Alessandra nella sua FOTTUTISSIMA waiting room ONLY FOR LADIES. Lui mi fece cenno di non preoccuparmi e se ne andò, svegliando il mio sonno su una di quelle poltrone e facendomi notare un dettaglio interessante: quella stanza così bella, cosi vuota, cosi sicura era piena di mostri! VERY GOOD PD! Scatta la levrierica reazione, del tutto INEVITABILE! La scoperta della colonizzazione dei mostri in quella stanza è avvenuta intorno alle 3 del mattino e mancavano altre due ore al nostro treno. Le ho passate bene quelle ore, in compagnia delle mie sigarette, del mio scaccia pensieri e del mio amico che mi spacciava i chai a quell’ora.

Svegliata l’Ale, rimessi gli zaini in spalla lei mi fa: “ma l’hai pagato poi il tipo?”

“NO! Mi ci sono comprato il chai con quei soldi!”.“

Neanche a farlo apposta appena finito di rispondere, il treno fischia e lo fa forte; KOCHIN CHIAMA!

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