Bye Bye Bombay


Si può dire tanto su una città enorme come Mumbai e sicuramente i 5 giorni dove noi l’abbiamo vissuta non sono sufficienti per poter descrivere a pieno questa megalopoli, però bisogna essere obbiettivi nel dire che è estremamente invivibile. La città è un conglomerato di colori, inquinamento, caldo, clacson, umidità, ristoranti sgangherati, tipi improponibili che ti offrono tour turistici della città, ragazzi che giocano a cricket, sognatori impavidi che sperano un giorno di diventare attori di Bolliwood; insomma, sicuramente è una città forte, un vero pugno allo stomaco, una città piena di contrasti.

Contrasti che si riflettono sulla gente, dove chi è ricco lo è talmente tanto da “insabbiare” il povero. Penso che questa sia la città che incarni perfettamente l’effetto della globalizzazione in India, dove si mescola la benzina con le tradizioni, i canti sacri con i palazzi delle multinazionali, i sari con le giacche e cravatte. Camminando per questa città in questi giorni ho sempre pensato a una canzone che secondo me inquadra bene questa situazione: pensavo a Rino Gaetano con la sua “Spendi Spandi Effendi”. Le sensazioni per me sono queste.

Sicuramente Mumbai ha tante meraviglie, ma nessuno, noi compresi, sembra curarsene: nessuno tranne quel ragazzino vestito bene che, seduto in un angolo, disegna la magnificente facciata di High Court, uno degli stazionari segni del potente passaggio inglese.

Tra un pensiero e l’altro una sera decidiamo di uscire e ci siamo imbattuti nel Navratri Festival, dove si festeggia la vittoria di Durga contro il male…suoni, luci, colori, sorrisi e tanta gente curiosa di noi al punto da volersi far fotografare!

Continuiamo a seguire il corteo per cercare di strappare delle foto e, tutto d’un tratto, ci spingono insieme a loro a ballare questa danza con i bastoncini:  all’inizio è stato un po’ imbarazzante perché non sapevamo come ballare, ma poi  ti sciogli e per quanto tu possa metterci l’impegno nel capire come fare sai già benissimo che sei scoordinato, però non importa perché l’importante è viverla una sensazione come questa e devo dire che di Mumbai questo è il ricordo più gratificante!

E’ stata un’esperienza bella!

La sera andando a letto credevamo che il mattino seguente ci saremmo svegliati con occhi diversi, per poterci godere davvero questo posto tanto grande, talmente tanto grande che inibisce. Ma con il nuovo giorno le cose rimanevano vecchie.

L’ultimo giorno a Mumbai lo abbiamo trascorso in stazione per fare il biglietto del treno per Pune; è stata un’epopea: ci scaraventavano da una fila all’altra parlandoci in maharatri, ma alla fine dopo 3 ore ce l’abbiamo fatta! E cosi salutiamo Mumbai, la città dei contrasti per antonomasia e ci avviamo verso Pune, chissà…chissà…

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